GUIDALI anatomy 2020

 

Gianfranco Guidali has contributed at the first edition of the ATLAS  in 2013 . At present time – after the recurrent troubles of the ATLAS LINK on the Web – we like to present his own updatingf by wonderful   anatomic photographic work .

 

If you have trouble to connect , please contact the Author.

 

 

ANATOMIA  SCHELETRICA DELLA BECCACCIA

Vediamo in questa breve descrizione le parti ossee che compongono lo scheletro.

Foto n. 1:  CORPO IN SCHELETRO.

Nello scheletro della Beccaccia tutti gli adattamenti del corpo contribuiscono  all’aerodinamicitą ossia la capacitą di vincere  la resistenza dell’aria , assai leggero Ź dello stesso modello base di struttura di tutti gli altri uccelli, anche se di tipi di vita differenti , estremamente leggero ma assai forte per il decollo ,il volo e l’atterraggio, grazie alla fusione delle ossa cave, dove la maggior parte di esse, presentano una struttura interna ricca di cavitą delimitate da impalcature ossee denominate trabecole, solitamente occupate  da prolungamenti dei sacchi aerei, ossia: pneumatizzate, piene d’aria, rendendole piĚ leggere. Il cranio estremamente leggero pesa circa l’1% rispetto al peso del suo corpo.

 

Foto n.2:  Suddivisione delle sue parti..) (con esclusione nel cerchiato in rosso.)

1- apice del becco/  2- mandibola sup./  3- mandibola inf./  4- cavitą nasale/  5- cavitą auricolare/ 6- cavitą orbitale/  7- arco post-orbitale / 8- atlante / 9- epistrofeo/ 10- quadratum/ 11- vertebre cervicali/12- vertebre dorsali/ 13- sinsacro/ 14- pube/ 15- pigostillo/ 16- vertebre caudali/ 17- ischio/ 18- ileo/ 19- carena dello sterno/ 20- punta della carena/ 21- coracoide/ 22- omero , la particolaritą di questo osso dell’ala , Ź ben descritta e dettagliata dal Proff. Enrico Cavina sul  suo sito della “Beccaccia Scientifica”,riportata in parte sul libro “La Beccaccia di Silvio Spanė e Charles Fadat”./  23- ulna/  24 -radio/ 25 e 26- carpo-metacarpo/  27- primo dito/  28- secondo dito/ 29- terzo dito/ 30- scapole, queste ossa del cinto pettorale, di circa quattro centimetri, in alcune beccacce a breve-collo e in brevi rostro  ci sono delle malformazioni , ossia: una delle due Ź la metą della lunghezza naturale/ 31- forcula, detto anche osso della fortuna, Ź una fusione (parte tratteggiata f ) delle clavicole e serve per rinforzare il torace durante il volo./ 32- femore/ 33- tibia/ 34- tarso-metatarso/ 35- dito rudimentale, con una falange/ 36- le tre dita, interno, con due falange/  mediano con tre falange/, esterno con quattro falange/ 37- unghie/ 38e39- punte delle costole sup. questo processo degli uncini diretti all’indietro per l’attacco dei muscoli che sostengono la scapola/ Il  cerchiato in rosso ( nulla a che fare con lo scheletro inserito solo x curiositą, essendo anche parte del trofeo dei Beccacciai)racchiude la ghiandola uropigiale: u ghiandole, s spazzole.

 

Foto n.3 : le n.14 vertebre cervicali della Beccaccia.

Queste sono del tipo enterocele a “sella” a formula spinale. negli uccelli di solito sono dai n.13 a n.25, a secondo della specie, mentre nella nostra beccaccia dai n.13 a n.15( Fraguglione), A,verso il cranio/ B centrali/ C verso il torace. Comunque in molte ho rilevato che ne hanno n.10 vertebre cervicali compreso Atlante e Epistrofeo, anche nelle brevi-rostro ci sono queste anomalie . La colonna vertebrale permette un’ampia mobilitą e flessibilitą del collo e conferisce al tempo stesso una notevole robustezza.  il dilemma: queste diversitą a cosa Ź dovuto? Malformazione genetica, sotto-specie, mutazione in corso, o, verso una nuova specie,  ossia, se una specie ha un certo numero,di vertebre detto numero deve essere uguale in tutti i soggetti della sua stessa specie, ma nella beccaccia non’Ź cosď, ci sono delle anomalie intriganti. Attualmente dei genetisti ci hanno trasmesso che ci sono delle piccole differenze genetiche comunque influenti a pensare a una specie nuova. Vedremo se possibile continuare su altri Istituti di ricerca.

 

Foto n.4 :  Parte laterale del cranio, con becco aperto

1 parte basale della diramazione dei nervi del palato/ 2e7- nervi inf.e sup./ 8- il punto di diramazione dei nervi/  3- punto del nervo collegato al quadratum/ 4- parte articolare della mandibola inf./ 5- quadratum/ 6- cavitą auricolare/ 9- cavitą nasale/ 10e11- fori ottici/ 12- cavitą orbitale/ 13- nervo palatino/ 14- area di flessione della mandibola sup./ 15- nervo palatino della mandibola inf./ 16- mandibola inf./ 17e 18- parte di cellule sensoriali delle mandibole inf.e sup./ 19e21- apice delle mandibole inf.e sup./ 20- rampotheca/ 22- parte interna delle mandibole con micro dentini, onde trattenere i lombrichi e altri insetti dalla formazione e struttura del becco si intuisce di cosa si alimenta: prevalentemente piccoli invertebrati, anche se non disdegna qualche vegetale, ne conferma la sua rampotheca  quel tegumento alla punta della mandibola sup.(20) che assieme a quella inf.hanno circa due centimetri di cellule sensoriali onde captare le vibrazioni e la presenza della microfauna terrestre vedi foto n.5 al(20). 

 

Foto n.5 :  Parte laterale del cranio a becco chiuso

1 parte articolare della mandibola inf./ 2- osso quadratum/ 3- punto in cui il nervo palatino inf.Ź congiunto al quadratum/ 4e13- nervi palatini inf.e sup./ 5- palatino/ 6- epistrofeo/ 7- atlante / 8- cavitą auricolare/ 9- cavitą orbitale/ 10,11e12- fori interorbitale/ 14- punto di diramazione dei nervi palatini/ 15- cavitą nasale/ 16- punto di congiunzione della mandibola sup.con il nervo palatino/ 17- nervo palatino inf./ 18- mandibola inf./ 19- area di flessione della mandibola sup./ 20- punta del becco con in evidenza le cellule sensoriali.

 

Foto n.6 :  Composizione del Sinsacrum. 

1- pigostillo/ 2- pube/  3- vertebre caudali , sono immobili in un numero di 7,8 sono libere ad eccezione dell’ultime che si saldano con il pigostillo/  4- vertebre  lombari sacrali  di circa in numero di 8, 10 e sono immobili  fuse  nel sinsacro con le ossa del cinto pelvico. / 5- vertebre toraciche di un numero di un n. di 7,9   anch’esse immobili e, si collegano alla coste molte delle quali presentano gli uncini in modo che la costa anteriore si collega a quella posteriore, dando robustezza alla gabbia toracica, le prime dalle 3 o 5  sono fuse a formare il notarium / 6- acetabolo.

Darwin Charles durante il suo viaggio alle Galapagos notė che i becchi degli uccelli  si sono evoluti per adattarsi agli scopi ecologici nei quali essi intercorrono, per questo motivo : per esempio i predatori hanno becchi ricurvi per strappare la carne delle carcasse delle loro prede, i colibri hanno becchi lunghi e affusolati per arrivare al nettare , mentre le spatole hanno un becco con una forma che permette  di filtrare l’acqua, per procurarsi il cibo. Quindi il pensiero va a quelle beccacce a becco corto e a quelle con vertebre cerv. In meno, molti Autori sostengono che sia dovuto ad fatto di sistemi diversi nel procurarsi il cibo in ambienti diversi. Che sia veramente cosď?

Guidali Gianfranco

guidalig@alice.it  cell. 3356677695

Grazie x una eventuale attenzione